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21. Via Ferrata Renè de Pol (2.385 m)

Difficoltà: 2
Valutazione complessiva: 2

 

Tipologia del percorso 55% cavo d’acciaio, 45% sentiero e sentiero esposto
Tempo complessivo: ca. 6 ore
Dislivello salita e discesa, rispettivamente: 1.150 m
Tempo d'accesso: ca. 2 ore
Tempo per la ferrata: ca. 1,5 ore - 280 m di dislivello
Tempo di discesa: ca. 2,5 ore
Orientamento: nord e est

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Accesso stradale e punto di partenza

Da Dobbiaco attraverso la Val di Landro, si supera Carbonin, si arriva a Cimabanche e si prosegue fino all’Albergo Ospitale (1475 m, possibilità di parcheggio al bordo della strada sotto l’albergo).

Difficoltà e informazioni generali

Escursione relativamente semplice su vecchi percorsi di guerra. Circa metà della salita è assicurata con funi d’acciaio, il resto è terreno esposto, facilmente percorribile (ma con grande ressa, c’è anche il pericolo di caduta massi). L’ultima parte sia della via di accesso sia della discesa è ripida e sdrucciolevole. In caso di nebbia o forte pioggia, questo percorso è da sconsigliare, dato che si devono spesso attraversare fosse e canaloni erosi! Ad inizio estate il fianco nord potrebbe ancora essere coperto da neve indurita (pericolo di scivolare!). Per questo giro è indispensabile un buon senso dell’orientamento. Lungo l’intero percorso non si trova acqua potabile!

Avvicinamento

Da Ospitale (segnavia n° 208) procedere sulla pista ciclabile Dobbiaco-Cortina per circa un chilometro in direzione Dobbiaco. Attenzione: prima del secondo ponte di legno girare a destra (non c’è segnalazione)! Attraverso il bosco si sale ripidamente (seguire i punti rossi) e a ca. 1800 m attraversare verso sinistra un fossato; proseguire poi fino ad una betulla solitaria (incrocio con la discesa). Si segue il sentiero verso sinistra e si arriva infine a resti di postazioni della Prima Guerra Mondiale e ad una ex galleria di comando ai piedi di una parete verticale (libro della ferrata) e all’adiacente attacco.

Informazioni sul percorso

per questo giro è indispensabile un buon senso dell’orientamento; un piccolo punto rosso è spesso l’unica indicazione del percorso! Il cammino è moderatamente esposto, ma molto scivoloso a causa del pietrisco (pericolo di cadute!). Attraverso un ultimo canalone si arriva all’uscita della ferrata e si continua a salire verso sinistra lungo il pendio detritico fino al punto più alto (Forame de Inze, 2385 m). Si prosegue verso nord-est e sotto le pareti del Forame de Fora. Si sale fino alla cresta, si supera la Forcella Gialla e si prosegue fino alla Forcella Verde (2380 m).

Caratteristiche e dettagli tecnici

Percorso relativamente breve, solitario e ombreggiato, in parte dotato di nuove funi e ancoraggi. Dopo l’attacco c’è una scala corta e nella parte centrale un paio di staffe di ferro. La salita si snoda nel parco naturale delle Dolomiti Ampezzane e offre una bella veduta panoramica sul versante sicuramente più bello sulla Croda Rossa d’Ampezzo, sul Gruppo del Cristallo e sulle Tofane. Lungo il percorso si trovano moltissimi resti della Prima Guerra Mondiale. Salita e discesa non sono da sottovalutare e richiedono buone condizioni fisiche, capacità di orientamento e passo sicuro.

Discesa

Circa 50 m sotto la Forcella Verde inizia la ripida discesa (verso destra) attraverso il ghiaione (tracce poco visibili – si può “scivolare” per ca. 180 m sul ghiaino). Alla fine del circo glaciale si vede a destra tra i pini mughi un cartello con la scritta “Ospitale”. Si scende ripidamente cercando il sentiero lungo i piedi della montagna, fino a ritrovare la betulla solitaria (percorso di salita) e si ritorna in senso inverso al punto di partenza. In alternativa, dalla Forcella Verde si può scendere lungo il sentiero n° 233 verso “Im Gemärk” e da lì camminare per ca. 4 km lungo la pista ciclabile fino a Ospitale.


Dati di accesso